Questa mattina ci ho messo dieci minuti a decidere i pantaloni.Non è vanità. È che ne diversi tipi: quelli che sembrano pantaloni da moto, e quelli che sembrano pantaloni normali, ma non lo sono. Jeans tecnici, cargo in tessuto con certificazione CE-EN, protezioni integrate su anche e ginocchia. Dall’esterno non si capisce nulla. È esattamente il punto. Non rinuncio all’Abbigliamento Moto di Sicurezza.
Ho cominciato a fare questa scelta qualche anno fa, quando ho smesso di dover sembrare un “Power Ranger” ogni volta che scendevo dalla Moto per prendere un caffè, fare un aperitivo, una cena. Ma non ho mai smesso di essere protetto.

ATGATT: non è una sigla da forum
All The Gear, All The Time. Tutta l’attrezzatura, Abbigliamento Moto di Sicurezza sempre. Non quando si fa «strada seria». Non quando «tanto vado solo al bar».Sempre.
Lo so, suona rigido. Come uno di quei motociclisti da manuale che ti guardano storto se esci in maglietta. Non è quello.
È una logica di sopravvivenza distillata in quattro parole. L’asfalto non legge il contachilometri. Non sa se stai facendo duecento km di autostrada o stai svoltando sotto casa. Sa soltanto una cosa: la velocità con cui ci arrivi. E c’è una frase che ho sentito in un gruppo internazionale e non ho più dimenticato:“L’asfalto non guarda la distanza, guarda come scivoli.” E poi c’è la mia, quella dedicata all’estate, quando vedo situazioni da bagnini sulle moto: “L’asfalto brucia più del sole!“
Come mi vesto io, nel concreto
In passato partivo solo in pelle, tanta autostrada, tante ore in sella, era la risposta ovvia. Tuta divisibile, abbastanza turistica, una per l’inverno e una per l’estate. Alternavo con un abbigliamento moto di sicurezza in Cordura traforata, per le situazioni più vacanziere dove arrivati alla spiaggia potevo cambiarmi comodamente e velocemente.
I pantaloni di pelle li ho sostituiti con modelli jeans e cargo tecnici, certificati CE-EN, con protezioni su anche e ginocchia. Sembrano normali. Nessuno, a una cena o in un bar, si accorge della differenza. Ma ci sono, e contano. I pantaloni in Cordura traforati li tengo per quando d’estate appunto ho bisogno di protezione più fresca e ci sono destinazioni marittime.
La giacca ho bisogno di aggiornarla, ho una in pelle leggera, comoda ma ha un grado di protezione troppo basso, ma per l’uso cittadino è al momento sufficiente. Ma il telaio rimane: protezioni su spalle e gomiti, e il paraschiena.
Il paraschiena. Su questo ho cambiato idea nel tempo. Per anni avevo quello da indossare sotto alla giacca, con la fascia elastica lombare. Adesso ho un paraschiena certificato livello 2 direttamente integrato nella giacca. Non lo sento, non ci penso.

D’inverno il calcolo dell’abbigliamento moto di sicurezza cambia
D’estate posso fare qualche compromesso. Le gomme si scaldano in fretta, il grip è affidabile. Giacca traforata estiva con protezioni, pantaloni lunghi e vado, per la città è già un buon compromesso.
D’inverno no.Siamo ancor più invisibili agli automobilisti, aiNon Motociclisti
D’inverno l’asfalto è freddo, le gomme tardano ad andare in temperatura, e bastano pochi gradi in meno per trasformare una frenata normale in una scivolata. Un pedone che attraversa senza guardare, un’auto che taglia, situazioni che d’estate recuperi, d’inverno possono buttarti giù prima ancora che tu te ne accorga. Allora in quella stagione non faccio sconti a niente. Abbigliamento Moto di Sicurezza completo, tutti i livelli attivi, compreso gli stivali o scarponcini certificati che non hanno l’aria classica di essere da moto. Ogni volta, anche per andare al lavoro con 15 minuti di tragitto.
Perché metti un piede a terra per stare in piedi e invece scivola. L’ABS aiuta, certo. Ma sei sempre su due ruote, e la gravità non aspetta.
L’abbigliamento moto di sicurezza tecnico, non significa sembrare da pista
Questo è il punto che voglio che resti: non devi sembrare un pilota per essere protetto. Come spiegavo oggi esistono giacche che sembrano giubbotti normali. Pantaloni che sembrano cargo da outdoor o semplici jeans. Stivali che sembrano scarpe normali ma proteggono le caviglie. Il mercato ha fatto passi enormi in questa direzione e io ne approfitto ben felice.
Non si tratta di paura. Si tratta di rispetto silenzioso verso sé stessi. La forma più discreta di maturità su due ruote.
Sicurezza che va oltre l’abbigliamento
Negli anni ho seguito diversi gruppi e associazioni che si occupano di sicurezza stradale, di sensibilizzazione sui sistemi di sicurezza personale e di un abbigliamento adeguato alla guida in moto.
È il tipo di attenzione che va di pari passo con tutto il resto: il casco, le protezioni, la mentalità. Non si sceglie di essere motociclisti sicuri solo al momento di indossare l’equipaggiamento. Si sceglie prima quando nessuno guarda, quando non è ancora successo niente.

Quello che ho capito in trent’anni di sella
Non ho nessuna morale da dispensare.Ho visto motociclisti esperti, con migliaia di km alle spalle, finire a terra in situazioni banali. Ho visto uscire motociclisti interi da situazioni che senza protezioni sarebbero finiti in ospedale. L’abbigliamento moto di sicurezza non è un rituale scaramantico. Non è paura. È la forma più silenziosa di rispetto verso sé stessi e verso chi aspetta che tu torni a casa.
I pantaloni che sembrano normali li metto perché voglio sembrare normale.Ma li scelgo perché non voglio che la strada decida per me.
