EICMA Riding Fest 2026: a Misano una lettera cambia tutto

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Eicma Riding Fest Misano 2026
Comunità Motociclistica

Una lettera. Solo una lettera, in mezzo a una parola, ed è un altro evento.

Da Milano a Misano. Da fiera a paddock. Da vetro a manopola. EICMA ha cambiato una vocale e si è tolta di mezzo la cosa che a chi va alle fiere fa sempre un po’ rabbia: il cordoncino. Quello che separa la moto da chi la sogna. Lo chiamaEICMA Riding Fest, ed è la sua terza edizione.Dal 1° al 3 maggio 2026, al Misano World Circuit Marco Simoncelli.Ingresso gratuito, pass da registrare online, cancelli aperti dalle 9:00 alle 18:30 per tre giorni di fila.

Non è una fiera trasferita. È un verbo coniugato diversamente.

Da Milano a Misano: la storia dell’EICMA Riding Fest 2026

L’EICMA è nata nel 1914. Più di un secolo. Non si arriva a centodieci anni di Esposizione Internazionale Ciclo Motociclo e Accessori senza aver capito qualcosa di chi le moto le vive davvero. Il Riding Fest, invece, è arrivato nel 2024: per i centodieci anni del Salone, gli organizzatori hanno fatto una mossa che a posteriori sembra scontata e a priori non lo era affatto.Prendere una parte del salone e portarla fuori dal padiglione.Su un circuito. Su asfalto vero. Con le chiavi nelle mani giuste.

Pietro Meda, presidente di EICMA, l’ha messa così: serviva “un altro importante palcoscenico” per il settore. Vedere a novembre, provare a maggio. La fiera non si tocca. Cambia il dopo.

E il dopo si chiama Misano, scelto per “bellezza, storia e passione” motociclistica. La passione lì è sedimentata da decenni, è cucita nei muretti, nei cordoli, nel nome di Marco che è ancora sul cancello d’ingresso e che a tanti di noi continua a stringere lo stomaco.

Una scelta che funziona. Lo dicono i numeri della seconda edizione, quella del 2025:oltre 25.000 visitatori, 15.100 test ride registrati, 378.000 chilometri percorsi su strada in tre giorni. Numeri che non lasciano molto margine alla retorica.

Eicma Riding Fest Misano 2026

Cosa succede dentro al circuito

Il paddock di Misano nei tre giorni di EICMA Riding Fest 2026 si trasforma. È difficile non chiamarla festa, ma “festa” è una parola che si svuota in fretta, quindi proviamo a essere più precisi.

Centinaia di moto. Almeno trenta brand. Test ride gratuitisu strada: percorsi tracciati nelle colline che salgono da Misano verso l’entroterra, accompagnati dai tutor delle case.Su pista: turni con supersportive e naked, a pagamento, con il ricavato che va in beneficenza.Off-road: percorsi enduro in un’area dedicata, con moto preparate per chi vuole capire cosa significa girare la manopola fuori dall’asfalto.

E poi una cosa che a un cinquantenne come me, che a quindici anni metteva mani sul motore di un Garelli arrugginito, fa un certo effetto: i bambini.

Area 51, Hashtag 125, EICMA For Kids: il futuro che si infila nella visiera

C’è una pista da 50 cc, ribattezzata Area 51, per i cadetti dai sei anni. C’è un circuito 125 cc che si chiama Hashtag 125, dedicato ai sedici-diciottenni. E c’è un’area didattica, EICMA For Kids, costruita insieme alla Federazione Motociclistica Italiana per la fascia 6-12.

Sei anni. Cioè l’età in cui io ancora rimanevo affascinato dalla sella e il pedale del freno di una Vespa, qualcuno oggi può salire su una mini moto omologata, con casco a misura, e capire da subito cosa vuol dire stare in equilibrio su due ruote.

Non è un dettaglio organizzativo.È la differenza tra trasmettere una passione e trasferirla.

Le case che ci saranno (e cosa ci portano)

Non riesco a leggere l’elenco dei brand confermati al EICMA Riding Fest senza che mi salga un piccolo brivido logistico. La parte di me che pianifica weekend già ragiona su cosa testare, in che ordine, con quale combinazione di abbigliamento.

Ci sono Ducati, Honda, Yamaha, BMW Motorrad, Kawasaki, Suzuki, KTM e Husqvarna, MV Agusta, Triumph, Harley-Davidson, Royal Enfield, Fantic, Aprilia, Moto Guzzi, TM. Ci sono i marchi dell’abbigliamento e dei caschi: Acerbis, HJC, Nolan, Schuberth, Shoei.

Ognuno con una manciata di modelli 2026 da accendere. Nuove versioni, evoluzioni, qualche rivoluzione. Adventure, sportive, naked, scrambler, modular. La nuova R 1300 GS che continua a riscrivere il mototurismo. Le Ducati che da Borgo Panigale escono come escono. Le supersportive con elettronica rivista, le maxi-enduro con le sospensioni che vorresti avere a casa, e quegli scooter di alta cilindrata che a uno che ha avuto un Burgman 400 mandano un saluto silenzioso.

(Non mi farò convincere a cambiare la K1600GT, sia chiaro. Ma una mattinata in sella a qualcosa di diverso, alla mia età, fa solo bene alla circolazione.)

Stage, dirette MotoGP e quel rumore che si chiama comunità

Sopra tutto questo c’è uno stage centrale. Ospiti dal MotoGP, dalla Superbike, dal motocross. Stuntman. Musica dal vivo:Radio Deejay è partner ufficiale. E la cosa migliore: il fine settimana del Riding Fest coincide con il GP del Portogallo a Portimao, quindi le gare si vedranno in diretta sul maxischermo del paddock.

Mi fermo un secondo qui, perché è il momento in cui un evento del genere smette di essere un’esposizione e diventa un’altra cosa. Vi è mai capitato di trovarvi in un posto dove tutti, ma proprio tutti, capiscono perché vi tremano un po’ le mani al gas zero? Ecco. Immaginate quel posto a cielo aperto, con il rumore del MotoGP che arriva da Portimao, il casco appoggiato sul tavolo, una cassetta del pranzo da paddock e accanto trecento persone che annuiscono allo stesso momento alla stessa staccata.

Quello è suono di tribù.Non te lo dà un padiglione fieristico per quanto grande sia.

Sicurezza: il pezzo di cui non si parla mai abbastanza

Non si può raccontare un evento dove migliaia di persone montano su moto sconosciute senza dire la cosa più importante.A bordo pista ci sono i riding coach.Ci sono i simulatori della Federazione Motociclistica Italiana. Ci sono spazi gestiti da ACI-Sara con lezioni dedicate.

Non è la parte instagrammabile della giornata. Ma è la parte che, dopo trent’anni in sella e 400.000 chilometri, mi tiene attaccato a quello che dico sempre: ATGATT non è una sigla. È un modo di rispettarsi.

Andate vestiti come si deve. Anche per i test ride. Soprattutto per i test ride, su una moto che non conoscete.

[IMMAGINE: vista aerea del Misano World Circuit con le aree paddock allestite per il Riding Fest]

Come iscriversi al EICMA Riding Fest 2026 (e perché farlo subito)

Il pass è digitale e gratuito. Si compila il modulo sul sito ufficiale dell’evento, si riceve il QR code, si presenta al cancello.

Biglietteria on-line EICMA Riding Fest 2026

C’è un motivo per non aspettare. I test ride si prenotano in slot. Più ci si registra in anticipo, più si trova spazio sulla moto giusta nell’orario giusto. Nel 2025 alcune sessioni con i modelli più ambiti sono andate esaurite la prima mattina.

Per chi è in dubbio: non serve essere centauri. Non serve avere una patente A illimitata. Serve avere una patente compatibile con la cilindrata che si vuole provare, l’attrezzatura adeguata e un po’ di curiosità onesta. Il resto lo organizzano loro.

Tre giorni, una lettera, un’idea che ha senso

Resta da capire una cosa, che non riguarda i brand, i numeri o il calendario. Riguarda quella lettera cambiata: a Milano si guardano le moto del futuro. A Misano si guidano.Tra il guardare e il guidare c’è un universo intero, ed è tutto contenuto in quattro lettere di differenza.

Forse è questo che EICMA Riding Fest è venuto a dire. Che la passione, certe volte, ha bisogno che qualcuno le tolga il vetro davanti. Che la lasci accendere un motore. Che le faccia sentire dove si appoggia il piede a terra a un semaforo finto in un percorso prova.

Ci si vede a Misano.

Autore

  • Maxmoto

    Massimo — Maxmoto since 1975
    Sono in sella dal 1990, da un Aprilia SR50  trasformato in officina. Poi un 125 fino alla BMW K1600GT con sei cilindri in linea che risponde come risponde un vecchio amico. Nel mezzo: una Honda CBF 600, una Yamaha FJR 1300 con oltre 225.000 km insieme, curve alpine, passi dolomitici, la Sardegna, la pioggia, il freddo alle caviglie e tutto ciò che sta in mezzo. Oltre 400.000km
    Negli anni ho seguito diversi gruppi e associazioni che si occupano di sicurezza stradale, di sensibilizzazione sui sistemi di sicurezza e di un abbigliamento adeguato alla guida in moto.
    Scrivo di moto-terapia perché l'ho vissuta prima di darle un nome. Se sei arrivato fin qui, probabilmente sai già di cosa parlo.
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Maxmoto, Motociclista per Stile di Vita

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