Il display segna 5.2/100km. Sulla K1600GT, quasi 350 chili in ordine di marcia, sei cilindri, è un numero che a molti sembrerebbe un errore di calcolo. Ma non lo è.È il risultato di un metodo per risparmiare carburante in moto che uso da anni, molto prima che il litro di benzina superasse i due euro.
Questo non è un articolo su come mettere le mani in tasca. È un articolo su come guardare la strada in un modo diverso.
Da mesi ilcaro carburante ha smesso di essere una voce marginalenel bilancio di chi vive in sella. Il 24 settembre 2026 la benzina in modalità self service costava in media 2,15 euro al litro, il diesel 2,34: un anno prima erano rispettivamente 1,71 e 1,63. Per contenere la corsa, Eni ha introdotto un tetto temporaneo (1,99 euro per la benzina, 2,19 per il diesel, per almeno trenta giorni) e Ip, Q8 e Tamoil ad oggi ha esteso i suoi sconti progressivi. Sono misure che riguardano circa il 39% dei distributori italiani, e che intanto danno respiro. Ma sono un cerotto, non una cura, e chi macina chilometri lo sa meglio di chiunque altro.

Risparmiare carburante in moto non è rinuncia, è lettura della strada
C’è un’idea diffusa secondo cui risparmiare benzina in moto significhi guidare peggio, più piano, con meno gusto. Non è così.Risparmiare non è rinunciare alla strada: è imparare a leggerla prima che lei legga te.
In autostrada, dove i miei tragitti di lavoro mi portano spesso, in Romagna, verso Bergamo, o semplicemente in avvicinamento a una strada che poi mi ripagherà con curve vere, non cerco la corsia libera e il gas spalancato. Cerco il flusso.
Mi metto dietro un’auto o un camion che viaggia a una velocità costante, novanta, cento chilometri orari, e ci resto agganciato. Non tailgating, non pericolo: una distanza di sicurezza ampia, ma dentro la sua scia. Il vento che normalmente mi spinge indietro si affievolisce. Il motore lavora meno. E sotto i 120 km/h, quando il traffico lo permette, i consumi di carburante in moto cambiano in modo che chi non l’ha mai provato fatica a credere.
Ad oggi si attesta tra i 18 e 19km/l con la K1600, ma un giorno di traffico intenso sulla A4 direzione Bergamo, ho lasciato che camion e furgoni mi trascinassero nelle loro scie, arrivando a toccare i 23km/l.Su una moto più leggera, con cilindrata inferiore, i numeri salgono ancora, quindi risparmiare carburante in moto non è affatto una scommessa.
Ci si annoia. Sì.
Vi è mai capitato di sentire l’autostrada chiamata “pallostrada”? Già, è vero: filare dritti, a velocità costante, senza zigzagare tra le corsie, è monotono.
Ma è proprio lì che ho imparato qualcosa.Non è la velocità a rendere un tratto di strada memorabile. È quello che viene dopo.In autostrada non cerco emozioni: cerco distanza, la percorro nel modo più intelligente possibile, e risparmio energie, gomme e carburante per il tratto che conta davvero.
Perché sì, anche le gomme ringraziano. Frenate brusche, accelerazioni improvvise, il continuo cambio di corsia per guadagnare due macchine di vantaggio: tutto questo consuma battistrada oltre che benzina. E con il caro carburante che si porta dietro l’aumento di ogni componente, dal pneumatico alla catena,mantenere un ritmo regolare non è più solo prudenza ma anche calcolo per risparmiare carburante in moto.

Statali, passi e la strada che costa meno perché rende di più
C’è poi una scelta più radicale, che riguarda non come guido ma dove guido.
Quando il tempo lo permette, evito l’autostrada. Non solo per il pedaggio, che pure pesa: con il Telepass le due ruote hanno ancora oggi uno sconto attorno al 30%, ma resta comunque una spesa che su una statale non esiste. La evito perché lastrada migliore non è quasi mai la più veloce.
L’ho scritto altrove, parlando di un bambino che a un professore aveva chiesto se intendesse la strada migliore o la più veloce. Sono due domande diverse, e la risposta cambia tutto. Tagliare l’Appennino con i passi ancora aperti, prendere le interne del Chianti invece della litoranea trafficata, attraversare la Pianura Padana su una provinciale invece che sulla A1 o la A13: il tempo di percorrenza aumenta, sì. Ma il conto finale, tra carburante risparmiato e pedaggio evitato, si abbassa.E la strada, quella vera, si riprende quello che l’asfalto veloce le aveva tolto.
Cosa resta, alla fine del pieno
Un serbatoio da cinquanta litri che un anno fa costava 82 euro di diesel oggi ne costa 117. Chi percorre molti chilometri lo sente ogni mese, non solo al distributore ma nel modo in cui pianifica un’uscita, un weekend, una trasferta.
Non ho un trucco magico. Ho un metodo per risparmiare carburante in moto che si costruisce chilometro dopo chilometro: scia intelligente, velocità costante sotto i 120 quando il traffico lo consente, gomme che durano di più perché non vengono maltrattate, e una strada scelta con cura invece che imboccata per abitudine.
Ditemelo voi: quanti di voi, davanti al display del proprio contachilometri, hanno mai provato a cambiare non la moto, ma il modo di guidarla?
Non è più il tempo delle sparate in curva e dei sorpassi inutili. È il tempo di guidare con la testa, oltre che con il polso.Anche le gomme contano:senti la differenza tra gli pneumatici moto.








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Condivido assolutamente la tua tecnica, e aggiungo anche una riflessione. Per me – scooterista – e proprietario di un vecchio X8 400 (ormai ventenne, e quindi figlio di un’epoca in cui la tecnologia implicava consumi un tantino più elevati degli scooter moderni), il risparmio è anche dato dall’utilizzo dello stesso in luogo della macchina. A di la delle ovvie differenze, spesso e per lavoro mi trovo a dover andare in città per uffici pubblici. Vuoi mettere? Parcheggio libero per le moto, traffico evitato (con un po’ di accortezza)… tempi più che dimezzati, ecc. ecc. L’unico neo, volendo, è lo spazio: bauletto, sottosella, ecc. non sempre sono sufficienti.