Overtourism motociclistico: quando le nostre strade migliori sono diventate code

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Overtourism Motociclistico
Comunità Motociclistica

Era luglio, un sabato mattina. Il versante Lombardo dello Stelvio, partito alle 8:45 circa. Affrontati i 40 tornanti, su fino a 2758 metri, diretto verso uno di quei posti che per vent’anni ho considerato “inflazionati”.Però, perchè non farlo, capiamo cosa ha questo Passo dello Stelvio. Ho incontrato di tutto, se parliamo di overtourism, qui penso sia davvero vario, colmo di moto, auto, bici e altri improbabili mezzi di locomozione. (come ci racconta con i suoi video Kanya)

A scendere sul lato Alto Atesino, scesi lento, con diverse soste per scambio o difficolta sui tornanti di chi saliva. Il vero stop fu però al 42esimo tornante. Non per la stanchezza, ma perché non si andava avanti. Mi precedevano camper, auto con portabici, alcune vespe, moto. Tutti incastrati in fila fino al 43esimo tornante. Accostai sullo spiazzo a fianco curva, mi tolsi il casco e aspettai. Avevo superato la salita da Bormio con scioltezza anche se c’erano molti ciclisti e moto. E li, vedendo quel caos simile al giorno prima sul Gavia, capì chenon era un ingorgo. Era una domanda.

Overtourism motociclistico - Stelvio Maxmoto
Passo dello Stelvio – 19 Luglio 2025, ore 9:18

Overtourism: una parola che non pensavamo ci riguardasse

Abbiamo sempre sentito parlare di overtourism come di un problema degli altri. Venezia, Barcellona, Santorini. Noi in moto eravamo diversi: cercavamo strade, il percorso, non la destinazione. Ma avverto che qualcosa sia cambiato anche nell’universo delle moto. E i numeri lo confermano.

Nel 2012 circolavano in Italia circa 6,5 milionitra moto e scooter. Nel2023 erano già 7,5 milioni. Nel 2024 il mercato ha segnato il miglior risultato dal 2010: 166.454 sole moto immatricolate, +14,48% sull’anno prima. Oggi il parco circolante dimoto vere (esclusi gli scooter) si stima intorno a 3,5-3,6 milioni. Ergo, posso pensare tranquillamente che essendoci più moto in giro sugli stessi passi e nelle stesse date, possiamo anche qui definirsi Overtourism Motociclistico.

Il punto non è quante moto esistano. È dove vanno. E quando.


Overtourism Motociclistico: stesso reel, stessa domenica, stesso tornante

L’overtourism motociclistico funziona per concentrazione. Non è che le strade siano diventate strette. È che duemila motociclisti scelgono lo stesso luogo, nello stesso sabato o domenica, orientati dallo stesso reel visto una sera della settimana.

Al Passo del Rombo, nell’estate 2024,sono state conteggiate per la prima volta oltre100.000 moto. Al Gardena la situazione è così critica che i comuni di Selva e della Val Badia stanno valutando una ZTL stagionale dal 2027: accesso a 150 posti prenotabili online, bus ogni 15-20 minuti, nessuna distinzione tra auto e moto. In Lombardia lo Stelvio viene chiuso ai motori a rotazione per tutta l’estate. Nelle Alpi Cozie, alColle delle Finestre, si contano fino a 22.000passaggi motorizzati in stagione.

Vi è mai capitato di tornare su un passo che facevate da soli dieci anni fa e trovarlo irriconoscibile? Non per la strada o il paesaggio, ma per la gente.

L’effetto Mucciante: da tappa motociclistica a fila con numerino

IlRistoro Mucciantea Fonte Vetica, Piana di Campo Imperatore, 1600 metri. Una baracchetta di legno, arrosticini comprati al banco e cotti da soli sulle griglie accese, il Corno Grande davanti, il vento freddo anche ad agosto. Tappa di pellegrinaggio per generazioni di motociclisti dal Lazio, dall’Abruzzo, dalla Campania (e mia anche).

Ci sono andato quando era già noto, ma gestibile, era il ferragosto del 2008. Una coda ragionevole, un posto a un tavolone, arrosticini caldi e due chiacchiere col vicino.

Oggi, in alta stagione:quattro ore di attesa. File separate per la carne, per il pane, per le bevande, ognuna con il suo numerino. Una recensione recente racconta di qualcuno che ha provato a bere un bicchiere di vino portato da casa ed è stato invitato ad andarsene.

Overtoruism Ristoro del Mucciante - Maxmoto
Ristoro del Mucciante, 15 agosto 2008

Non sto dicendo che sia diventato brutto. Sto dicendo che non è più possibile.

Il Mucciante è finito su un programma americano, quello diStanley Tucciche gira l’Italia. Da quel momento il flusso ha cambiato natura. Prima era quei pochi motociclisti della zona, qualche umbro e laziale e alcuni camper, che contavi sulle dita di una mano, che passavano la notte li. Adesso arrivano motociclisti da ogni parte d’Italia, “escursionisti”, famiglie che hanno visto il video, turisti che hanno visto il reel del video, persone che stanno riprendendo il reel del reel.

Overtourism e il meccanismo delle tre mosse

L’ho ragionato in sella, nelle ore in cui i pensieri si ordinano.

1 – Prima: un luogo esiste.Lo conoscono i motociclisti di lungo corso, i locali, chi ha esplorato per anni. Non è un segreto ma non è promosso.

2 – Poi: qualcuno lo filma.Il luogo acquisisce un’identità digitale: più luminoso, più vuoto, più scenografico della realtà. Quindicimila like.

3 – Infine: ci arrivano tutti,nello stesso modo, nello stesso momento, cercando la stessa luce. tutti li a creare il fantastico assembramento dal nome Overtourism!

Mi riconosco in tutto questo

Devo dirlo, altrimenti diventa un articolo di denuncia. E non voglio scrivere articoli di denuncia.

Quando vado in Sardegna sono un turista. Quando mi fermo a un passo, sono uno dei tanti. Quando pubblico una foto contribuisco, in piccola misura, alla stessa dinamica. Il motociclista con 400.000 chilometri non è immune: si è semplicemente adattato prima. Ha imparato che lo Stelvio va fatto in settimana, a giugno o a settembre, come tanti altri passi e luoghi che vorrei attraversare e rivedere.

Ma questa è una conoscenza che si acquisisce con il tempo. Il boom del mercato 2021-2024 ha portato in sella moltissime persone che quel tempo non l’hanno ancora avuto.

Non è una colpa ma è un dato.

E il dato ha una conseguenza: le strade che abbiamo amato si stanno trasformando. Non stanno diventando brutte, ma stanno diventando qualcos’altro, qualcosa che assomiglia di più a una destinazione che a un percorso. E quando noto questa “ossessione” nel voler andare per forza Laggiù, vedo questa coda che mi fa tornare in mente un brano diMax Gazze: “Spiedini di carne in fila sull’autostrada”.

Comunque, la domanda che mi rimane è semplice e scomoda:quando scelgo un posto, lo scelgo perché mi dice qualcosa o perché qualcuno ha detto che vale la pena vederlo?

Ditemelo. Perché ho la sensazione che a questo tavolo, almeno uno di voi abbia fatto dietrofront davanti al Mucciante con quattro ore di coda. O abbia cercato quel tornante del video e abbia trovato otto moto parcheggiate tutte nello stesso punto.

Forse è il momento di togliere il navigatore. Di seguire la strada sbagliata. Di vedere dove porta.

Probabilmente da qualche parte buona. E forse vuota.

Autore

  • Maxmoto

    Massimo — Maxmoto since 1975
    Sono in sella dal 1990, da un Aprilia SR50  trasformato in officina. Poi un 125 fino alla BMW K1600GT con sei cilindri in linea che risponde come risponde un vecchio amico. Nel mezzo: una Honda CBF 600, una Yamaha FJR 1300 con oltre 225.000 km insieme, curve alpine, passi dolomitici, la Sardegna, la pioggia, il freddo alle caviglie e tutto ciò che sta in mezzo. Oltre 400.000km
    Negli anni ho seguito diversi gruppi e associazioni che si occupano di sicurezza stradale, di sensibilizzazione sui sistemi di sicurezza e di un abbigliamento adeguato alla guida in moto.
    Scrivo di moto-terapia perché l'ho vissuta prima di darle un nome. Se sei arrivato fin qui, probabilmente sai già di cosa parlo.
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Maxmoto, Motociclista per Stile di Vita

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2 Responses

  1. Trent’anni da vespista e scooterista, leva ’74, un po’ di strada sotto le ruote l’ho percorsa anche io. Forse complice il passaggio dei 50, tendo ormai ad evitare i luoghi in cui c’è troppo popolo. Dalle mie parti, Piemonte, ancora ci sono dei luoghi intonsi, specie nelle montagne del cuneese. Funziona come hai detto, niente navigatore, sai che c’è una valle che hai considerato solo vagamente, e ti trovi una domenica mattina a partire per vedere che cosa vi troverai. Non è lo Stelvio, ma il percorso che vivrai sarà comunque bellissimo, alla fine non ci sarà un Mucciante, ma un piccolo rifugio della Valle Grana con una vista mozzafiato, che non ha nulla che invidiare ad altri posti.
    E forse il bello sta proprio in questo, nelle strade che non hai mai percorso.

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